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Sicurezza stradale: qualche proposta
lunedì 19 dicembre 2011

Mario MontiGli incidenti stradali sono una seria emergenza sanitaria in tutti i Paesi europei e rappresentano la prima causa di morte per le fasce d'eta' comprese tra i 15 e i 35 anni. L’allarme viene dalla ''Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-2010'' messa a punto dal ministero della Salute e presentata in questi giorni attraverso dati agghiaccianti: ogni giorno in Italia si verificano in media 590 incidenti stradali, che provocano la morte di 12 persone e il ferimento di altre 842. Rispetto al 2008 si riscontra una diminuzione del numero di incidenti (-1,6%) e dei feriti (-1,1%) e un calo piu' consistente del numero dei morti (-10,3%). Nel complesso, nell'anno 2009 sono stati rilevati 215.405 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 4.237 persone, mentre altre 307.258 hanno subito lesioni di diversa gravita'.
E' giunta l'ora dunque che la politica faccia una riflessione approfondita su ciò che ha elaborato e prodotto in questi anni, e sugli errori, specie di profonda sottovalutazione, commessi in passato se non vuole più che scorra sangue di giovani e non solo giovani sulle strade italiane.

Non si può pretendere di risolvere il problema inasprendo solo le pene senza porre al centro una vera rivoluzione culturale, mettendo così al centro delle scelte politiche la maggiore responsabilità di chi guida e con essa forme e strumenti di prevenzione.

Per i giovani socialisti la materia in questione è molto delicata, visto che va ad incidere sulla vita e sulle responsabilità di ogni singolo individuo. Esse potrebbero gravare negativamente sul percorso di vita futuro di ogni giovane e non.

I giovani socialisti reputano che sia arrivato il momento della proposta, che non può scindersi dall'elaborazione legislativa se si vuole trovare una soluzione definitiva, che incida positivamente sui dati negativi che si sono registrati negli ultimi anni.

Risulta essenziale in primo luogo che il Governo metta in condizione gli operatori economici e non, di poter detrarre totalmente dalle tasse tutte le spese effettuate in materia di prevenzione stradale come: campagne pubblicitarie o tematiche, semplice noleggio di autobus privati da parte dei singoli operatori economici che conducono i ragazzi nei locali e nelle discoteche, in modo da poter incentivare il privato a investire e rendere più sicura la vita propria e altrui.

Appare necessario l'insegnamento sin dalle scuole primarie dell'educazione stradale (senza fermarsi ad esperienze teoriche ma con pratica sulle strade a bordo di moto ed auto), ed in particolar modo lo studio della figura/cultura del bob, cosa che già avviene in tutti i paesi europei, ma che in Italia a causa di alcune deficienze programmatiche della scuola pubblica e di quella privata risulta essere soggetta alla volontà del singolo professore.

Un’ ulteriore azione che può essere compiuta dall'attuale governo, è quella di promuovere e incentivare attraverso contributi economici o una maggiore detassazione tutte le cooperative sociali composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 32 anni, nate per svolgere dei servizi finalizzati alla prevenzione degli incedenti stradali e che svolgono principalmente l'attività volontaria o retribuita di bob all'interno delle varie città.

I giovani socialisti sono consapevoli che le politiche di prevenzione sugli incidenti stradali devono differenziarsi rispetto al territorio dove vengono attuate . Per questo motivo reputano che bisogna distinguere 2 tipi di prevenzione: quelle che possono attuarsi nelle cosiddette Città metropolitane e quelle da attuarsi nelle medie e piccole città.

Per le grandi città è indispensabile aumentare il numero di collegamenti notturni tra centro e periferia,con l'aumento delle corse dei bus da 1/2 a 4 per ogni ora e con l'apertura continuata e notturna della metro, cosa che già avviene in tutte le grandi città europee, meno che in quelle italiane.

E' importante anche concentrare i luoghi di divertimento in determinate zone delle città, che devono essere trasformate in zone pedonali con ai margini apposite stazioni di autobus .

I giovani socialisti pensano che sia arrivato il momento di sviluppare il cosiddetto bus a chiamata per le comitive superiori ad un determinato numero di utenti. Con un costo superiore di poco al costo normale del ticket si potrebbe chiamare direttamente il bus a domicilio usufruendo dell'accordo con le società municipalizzate.

Inoltre, nelle grandi città si potrebbero effettuare convenzioni tra le singole cooperative dei taxi e le amministrazione, per determinate fasce d'età, eliminando in primis il costo aggiuntivo della tariffa notturna e ad un costo inferiore del 30% sul costo standard. Così facendo si potrebbe dare la possibilità ai taxisti di detrarre dalle tasse il 60% sull'importo totale.

Per le piccole e medie città, i giovani socialisti sono coscienti che vi sono maggiori difficoltà, perchè spesso non sono presenti corse notturne di bus, a causa di costi aggiuntivi eccessivi, dovuti ad una minore utenza e minore utilizzo dovuto molto spesso alle tratte troppo corte .

Di sicuro innovativa, è la possibilità di un'intesa tra gli enti pubblici e i Csv regionali o semplice associazioni di volontariato presenti sul territorio, mediante le quali poter effettuare dei corsi di formazioni per Bob volontari. Permettere così ai volontari l'utilizzo nelle ore notturne dei mezzi degli enti pubblici, come auto, bus scolastici e poter offrire un servizio sicuro agli utenti.

I giovani socialisti, credono che tali politiche sono indirizzate anche ad andare in contro alle richieste del parlamento europeo,che ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni i numeri negativi prodotti da questa propria e vera guerra non dichiarata.

Infine i giovani socialisti auspicano che su tali problematiche possano ritrovarsi tutte le organizzazioni giovanili e i movimenti nazionali degli altri partiti per far si che queste battaglie di responsabilità e civiltà siano sostenute con convinzione, senza se e senza me,ma nel solo interesse dell'intera società.

E' arrivato anche il momento che la Politica a tutti i livelli si adoperi per elaborare politiche che vadano in questa direzione, senza bandierine politiche da far prevalere, facendo l'interesse dei giovani e meno giovani. Se si vuole che i giovani diventino responsabili a maggior ragione la politica deve essere tale.

“Certe volte vorremmo che si potesse premere rew per poter tornare indietro anche solo di un momento, ma nella vita non si può premere rew”: è il messaggio efficace della campagna “Io preferisco vivere” voluta dalla Consulta dei giovani del Consiglio regionale del Piemonte.