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Il decreto “svuota-carceri”? Un primo passo di civiltà
mercoledì 21 dicembre 2011

Ministro SeverinoPotrebbe aprire da subito le porte degli istituti penitenziari per circa ventimila detenuti, il provvedimento deciso dal Consiglio dei Ministri, su richiesta del guardasigilli, Paola Severino. Una decisione importante per deflazionare le sovraffollate carceri italiane, che restituirà finalmente spazi dignitosi a quanti scontano una pena più dura, alleggerendo anche i costi della giustizia.

Le prime misure del governo in materia di giustizia vanno dunque nella giusta direzione. Lo stato di degrado in cui vivono detenuti, agenti di custodia ed operatori non è più accettabile per un paese che voglia definirsi civile. Il tema del sovraffollamento delle carceri è una priorità che va affrontata non sulla spinta dell'emergenza, ma attraverso riforme strutturali. Più volte si è cercato di ridurre le tensioni attraverso indulti o amnistie ma in assenza di interventi strategici sulla durata dei processi e sulla introduzione di misure alternative alla detenzione, nessun miglioramento strutturale nella situazione carceraria sarà possibile. La necessità che la custodia cautelare rappresenti una misura veramente eccezionale e che la sanzione effettiva dopo la condanna debba coniugare i valori posti a fondamento della Costituzione, quali quelli della riparazione e della rieducazione, è un passo importante che consente finalmente di operare un'innovazione delle norme che riguardano la materia della libertà personale nel codice penale. Il decreto rappresenta dunque un primo passo sulla strada della legalità e del rispetto dei diritti umani e una risposta utile per contrastare la situazione drammatica in cui versa il sistema carcerario italiano.


Maria Pisani - responsabile legalità e giustizia