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BARI. Convegno "Bettino Craxi - L´Italia che cambia",
martedì 2 febbraio 2010

Presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Bari si è svolto il convegno dal titolo "Bettino Craxi - L´Italia che cambia", organizzato dalla Fondazione Di Vagno di Conversano (Ba).
Dopo i saluti del Presidente della Provincia, Francesco Schittulli, e l´introduzione del Presidente della Fondazione Di Vagno, Gianvito Mastroleo, sono seguite le relazioni di: Gennaro Acquaviva, Gianni De Michelis, Giorgio Benvenuto, Fabrizio Cicchitto, Nichi Vendola e degli storici Pietro Neglie dell´Università di Trieste e Marco Gervasoni, dell´Università del Molise. Ha concluso i lavori Rino Formica. Il convegno è stato moderato da un rappresentante della Federazione Giovani Socialisti di Puglia: il compagno Cristiano Boccuzzi.

Il convegno, cogliendo l´occasione del decimo anniversario della morte del segretario del Partito Socialista Italiano, ha voluto contribuire ad avviare una riflessione su quella che gli storici futuri potranno chiamare "l´età di Craxi", cercando di fornire una ricostruzione critica ed equilibrata di quelli che furono tempi controversi, ma certamente di modernizzazione della nostra realtà sociale. Il futuro del Paese "ha bisogno dei valori del socialismo italiano".

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti a margine del convegno su Bettino Craxi. "Penso che Craxi abbia interpretato un'idea della modernizzazione dell'Italia che in qualche maniera era dentro il tempo in cui cominciava ad aprirsi la stagione della globalizzazione liberista. In quella stagione - ha proseguito - il sistema d'impresa è diventato una specie di regolatore sociale e la politica si è inchinata alla signoria del sistema di impresa. La questione morale nasce nella perdita di autonomia della politica rispetto ai grossi potentati economici".

"La filantropia socialista l'umanesimo socialista – dice – sono stati un'educazione sentimentale all'accoglienza degli altri, al rispetto e alla tolleranza nei confronti degli altri, quindi penso - ha concluso - che il socialismo italiano abbia un grande futuro sulle spalle".