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IMMIGRAZIONE.BASTIANELLI (FGS) UN VANTAGGIO PER UNA CIVILTA’ CIVILMENTE AVANZATA
mercoledì 3 febbraio 2010

Il sindacato europeo e quello internazionale, il CES e CSI, hanno inviato ieri una lettera al Premier Berlusconi dove fanno riferimento ai fatti avvenuti a Rosarno ed alla situazione dei lavoratori migranti in Italia definendola un abuso, dove “la discriminazione e lo sfruttamento in cui incorrono sono inaccettabili e conseguenza dell'attuale inadeguata legislazione nazionale e dell'insufficiente impegno del governo”.

Quanto i due sindacati vogliono ricordare all’Italia è che, grazie anche a norme internazionali ed europee, si deve combattere in ogni modo “discriminazione e l'esclusione in tutte le loro forme, e garantire la dignità umana ad ogni persona nel suo territorio, indipendentemente dall’occupazione o dallo status". Parlo di questo per sottolineare che quanto accaduto a Rosarno, in realtà non è un caso isolato, ma nel nostro Paese, la manodopera dei lavoratori immigrati rappresenta un punto focale per quel che riguarda il mercato dell’agricoltura, dell’edilizia e dell’assistenzialismo. Manodopera che per la stragrande maggioranza dei casi viene sfruttata, ossia mal pagata e occupata in nero.

Manodopera che a causa della completa indigenza, e spesso clandestinità, in cui si trova a vivere accetta qualunque tipo di condizione imposta, senza pensare minimamente di far valere i propri diritti di lavoratori e soprattutto di essere umani. Sarebbe facile e scontato ricordare che anche i nostri connazionali nel secolo scorso hanno lasciato l’Italia nella speranza di un lavoro e di una vita migliore, trovando spesso razzismo e difficoltà, ma so già che non sortirebbe alcun effetto.

Il problema dell’immigrazione, dovrebbe essere affrontato seriamente, senza ricorrere ad un populismo sciatto che, forse accontenta le masse che negli immigrati vedono un male per il Paese, ma che di certo non le educa a capire e riflettere approfonditamente di come in realtà si tratti di esseri umani che anche per l’Italia possono rappresentare un vantaggio, e non il male assoluto.
Ovviamente per arrivare a questo punto sarebbero necessari due passaggi: politiche di integrazione reali, evitando di inserire leggine che prevedono, ad esempio, nelle scuole che ciascuna classe possa ospitare al massimo il 30% di stranieri, ma magari aiutando i bambini ad imparare l’italiano fornendo gli strumenti affinché ciò avvenga in tempi brevi come ad esempio, rientri pomeridiani e lezioni estive; rivedere il sistema di welfare in Italia, dal momento che non si riesce a fornire un’assistenza continuativa agli anziani, e tante famiglie sono costrette a ricorrere alla c.d. badante, agevolare al massimo l’assunzione di questa figura, che esonera lo Stato da ulteriori aggravi, e favorisce l’integrazione.

Puntare su quest’ambito è fondamentale anche per riuscire a sconfiggere il lavoro nero e quella forma di schiavitù degli anni duemila che rappresenta un capitale enorme per tutte quelle mafie che da questo traggono sono profitto. L’argomento è molto ampio e di certo non si può esaurire in poche parole, ma ritengo la Stato abbia l’obbligo di parlare di immigrazione con cautela e con i termini adatti, magari dando voce anche a quegli “invisibili” che subiscono certi abusi lavorativi, dal momento che forse solo parlando con loro e cercando di conoscere meglio il loro mondo si possono attuare politiche davvero incisive.

Claudia Bastianelli
Resp. Pari Opportunità FGS