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CON I GIOVANI SOCIALISTI PER COSTRUIRE L'ALTERNATIVA
sabato 1 maggio 2010

La fine della cosiddetta seconda Repubblica è ormai un dato di fatto, ma l’inizio della Terza sembra ancora lontano. Il  dibattito che sta interessando i due grandi partiti sembra ancora avvitarsi tra pratiche di successione monarchica  da un lato, e modulazione di leadership localistiche dall’altro.

Pochezze di un’Italietta che, per l’ennesima volta negli ultimi 30 anni, prova ad aprire il file delle grandi riforme, con la certezza che, repetita iuvant, le riforme non si faranno.

Ciò accadrà per un motivo molto semplice: alla politica, ormai da troppi anni manca la Politica,ed gli elettori avvertono questo malessere. Questo dato si è fortemente palesato alle ultime elezioni regionali, dalle quale sono emersi due dati: il forte astensionismo, e l’elevato consenso ai partiti e movimenti di protesta. A voler fornire una lettura asettica, non ci si può esimere dal dover constatare come i cittadini siano profondamente distanti da una politica imperniata su un’asfittica partitocrazia non propositiva. Ciò che appare una contraddizione in termini, in realtà, altro non è che la fotografia di un
triste scenario italiano, dove si alternano partiti personali a partiti azienda, come quelli nati da un predellino o creati ad arte per assicurare il leader locale di turno; tutte queste aggregazioni ricordano in modo impressionante cartelli elettorali basati sul contingente e con lo sguardo sempre attento all’emotività, mai alla programmazione  futura.

I cittadini, oggi più che mai, sentono il bisogno della buona Politica, quella fondata su valori, gli ideali,  sulla partecipazione attiva e democratica del nostro Paese, sull’elaborazione culturale e su un etica ormai perduta. In questo quadro, noi giovani socialisti, da sempre ancorati ad una visione prospettica della società, ci chiediamo quale debba essere il futuro di un Partito socialista che oggi, purtroppo, non riesce ad essere incisivo nelle scelte collettive degli elettori e dei cittadini.

In questo quadro, l’elezione di 14 consiglieri regionali,in alcuni dei casi differenti, altro non rappresenta la presenza di meritevoli compagni che hanno continuato nel corso degli anni a fare politica sul territorio  con passione e dedizione,a cui va il nostro plauso.Ma il futuro dovrà necessariamente distinguersi per discontinuità dal presente. È giunto il momento,di lavorare al rafforzamento del PSI, affinché esso possa adottare una linea politica omogenea su tutto il territorio nazionale fin dalle prossime elezioni. Non appare più procrastinabile infatti, una azione di rilancio del socialismo riformista. Esso deve iniziare dal Nord, dove il PSI  è ai minimi termini, in una cornice di estrema difficoltà per l’intera coalizione di centrosinistra Il prossimo congresso nazionale dovrà essere celebrato al più presto, e dovrà essere l’occasione per elaborare una linea condivisa, autentica e coerente con tali obiettivi, che consenta di rianimare  il partito dei militanti e non quello delle istituzioni.

Come giovani e socialisti, avvertiamo l’esigenza di dar vita,ai lavori del prossimo congresso, ad un dibattito politico-culturale che sia in grado di aprire una nuova stagione,quella della terza Repubblica,nella quale si addivenga finalmente alle tanto sospirate riforme strutturali,e che possa individuare,anche in parte,soluzione a disagi sociali quali il precariato, la disoccupazione, l’immigrazione ecc. Occorre parlare delle problematiche reali che appassionino ed incuriosiscano il paese, e non marginalizzare il tutto a mera discussione interna. Occorre invertire un paradigma ormai consolidato nella nostra società, ossia passare dal primato dell’immagine a quello della ragione. Per farlo abbiamo bisogno di pensare ad un soggetto politico che sappia riappropriarsi delle intelligenze, e che sappia declinare una autonoma cultura politica, aprendo la propria consolidata esperienza organizzativa ad altre forme associative, basate sull’elemento tematico, territoriale, su clubs, circoli culturali e così via. Pensiamo ad un partito che sappia essere realmente anello di raccordo tra i cittadini e le Istituzioni, tenendo ben presente che gli imminenti bisogni e le necessità con le quali gli individui si confrontano giornalmente.
Un Partito che dovrà parlare un linguaggio laico, ma non laicista, ambientalista nel fare e non del negare, liberale in economia, radicale nei diritti di terza generazione e socialista nel welfare. 
Insomma dovrà essere interprete autentico del socialismo di matrice liberale.

Un soggetto in grado di impostare un disegno di società, capace di restituire fiducia, ed in particolare che persegua i seguenti obiettivi:

  1. Una riforma del sistema d’istruzione, formazione e lavoro;
  2. L’ affermazione della multiculturalità e dell’inclusività;
  3. Migliore mobilità sociale;
  4. Ricerca ed innovazione;

Questo è il percorso che tutti noi oggi immaginiamo, per costruire l’alternativa in Italia. Forse, semplicemente, un sogno. Coscienti che “il futuro appartiene a coloro i quali credono nella bellezza dei propri sogni”, con coraggio andiamo Avanti, “nella  speranza di esser degni  eredi della tradizione di un secolo di lotte sociali e politiche che hanno contribuito l’Italia….”

Luigi Iorio
Segretario Nazionale FGS