All'indomani delle elezioni del CNSU, la FGS saluta con soddisfazione la vittoria netta, in termini di voti delle liste dell'UDU e la contemporanea sconfitta dell'estrema destra, che neanche stavolta riesce a eleggere propri rappresentanti al CNSU e che, a partire dall'insuccesso della sua mobilitazione elettorale, conferma il sostanziale esaurimento della sua spinta propulsiva, nonostante l'elezione a Roma di alcuni rappresentanti.
Dall'altra parte, non possiamo non rilevare come il sistema a collegi scelto per l'elezione dei rappresentanti abbia gravemente distorto il risultato finale, e come, ancora una volta, la divisione non paghi a sinistra, come dimostrato dalla sconfitta che ha purtroppo colpito la coalizione UDU nel collegio meridionale. Un grande ringraziamento va ai nostri candidati Gianluca Verrone e Nicolò Calabro per essersi coraggiosamente battuti in due contesti particolarmente difficili, e per aver contribuito alla rimobilitazione delle strutture periferiche della FGS.
In attesa dei risultati definitivi, un grande abbraccio va al compagno Mattia di Tommaso, per la sua affermazione a Roma: ci auguriamo nelle prossime ore di avere altre buone notizie dagli Atenei in cui erano presenti nostri candidati. Queste elezioni ci permetteranno di fare il punto sulla nostra presenza a livello universitario, e sul grado di coesione e mobilitazione della nostra organizzazione, ma ci consegnano da subito una grande priorità: le elezioni universitarie non possono più venire considerate un'occasione per farsi vedere, a cui partecipano solo gli amici dei candidati.
La sinistra universitaria deve riscoprire credibilità, e lavorare con ben più costanza e quotidianità. E questa sfida va raccolta dai partiti nazionali, compreso il PD, che da troppo tempo trascurano il mondo giovanile, col risultato che, nell'Italia del 2010, l'egemonia culturale conquistata dagli eredi di Gramsci sembra transitare sempre più pericolosamente verso destra.
Queste elezioni, nonostante lo scippo operato dal sistema elettorale, hanno rappresentato un primo argine di resistenza: ora, bisogna proseguire la battaglia !