Mentre si torna a parlare di abolizione di valore legale della laurea, iniziando da una serie di piccoli passi in vari settori, la Federazione dei Giovani Socialisti, storica sostenitrice della proposta, non può che porre i propri paletti al governo.
Da sempre siamo sostenitori di questa proposta, fondamentale per introdurre veri elementi di concorrenzialità nel nostro sistema universitario e anche per correggere le tante storture corporative dei nostri concorsi pubblici. Perciò non possiamo che esprimere grande soddisfazione per la direzione generale di marcia intrapresa dal governo.
Tuttavia, bisogna sempre tenere presente un fattore fondamentale: che l'abolizione del valore legale della laurea è misura liberale e libertaria, e come tale deve vivere nelle forze del mercato e della società, non diventare un altro, inutile criterio burocratico. Perciò, pieno sostegno al Ministri Profumo se verrà ridotto il peso specifico del titolo nella valutazione, a favore di quello delle competenze dirette, e sopratutto se verrà eliminata quella serie di assurdi requisiti iper-specifici per cui alcuni concorsi pubblici si trasformano in piccoli romanzi kafkiani. Ma procedere, come ventilato da alcune fonti giornalistiche, a un "rating di Stato", un valutazione centralizzata del ministero che affiderebbe diversi pesi ponderati alla laurea in un ateneo o in un altro, ci troverebbe fortemente contrari: non crediamo sia un caso se, fino ad oggi, tutte le classifiche stilate da operatori privati anche di spicco, come il Censis, hanno coerentemente confutato le valutazioni fatte dal MIUR in sede di allocazione fondi. La Federazione dei Giovani Socialisti dice sì convintamente a una misura dal radicale sapore "destabilizzante" per i furbetti e i bamboccioni, che si nascondono ormai non solo in oscure università di provincia, ma anche in blasonati atenei privati, ma altrettanto convintamente dice no a una gerarchizzazione feudale degli atenei: qualcosa ci suggerisce che anche un laureato di un ignoto mini ateneo ha qualcosa di più da offrire al paese della bocconiana con lode Sara Tommasi.