| Documento | Area |
|---|---|
| Adesione 2009 | |
| Energia e Ambiente | |
| Flessibilità e Precariato | |
| PACS | |
| Scuola Pubblica di Qualità |
Oggetto: proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato locale – petizione
I sottoscritti cittadini della Repubblica italiana
VISTO
L’art. 50 della Costituzione;
PREMESSO
CHE in data 19 novembre 2009 è stata approvata dalla Camera dei Deputati la conversione in Legge del Decreto legge n. 135/2009, contenente, all’art. 15, disciplinante i “servizi pubblici locali di rilevanza economica”;
CHE nell’ambito della richiamata normativa sono state introdotte disposizioni tese a favorire una copiosa liberalizzazione di alcuni servizi locali, fra cui quello di erogazione e gestione del servizio idrico integrato;
CONSTATATO
CHE tali disposizioni privilegiano, nella forma e nella sostanza, l’affidamento della gestione del sevizio in parola a società composte prevalentemente o esclusivamente da capitale privato;
CHE una liberalizzazione priva di garanzie idonee a garantire la parità di accesso e fruizione delle risorse si tramuta repentinamente in privatizzazione;
CHE privatizzando sarebbero inserite nelle bollette, e quindi sostenute come spesa dall’utenza, quote relative agli investimenti, con il certo risultato di un aumento delle tariffe;
CONSIDERATO
CHE l’acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent’anni fa e nel 2020 tre miliardi di persone ne resteranno senza;
RITENUTO
CHE l’acqua sia un bene primario e come bene per la vita generi nei cittadini un diritto che dovrebbe essere sancito in Convenzioni internazionali ed essere recepito negli ordinamenti interni dei singoli Stati dovendolo considerare come uno dei diritti naturali dell’Uomo.
CHE conseguentemente, ad ogni cittadino dovrebbe essere riconosciuta, da parte di ogni singolo Stato, il diritto ad avere assicurata una quantità minima di acqua secondo standard internazionalmente stabiliti;
CHE il servizio idrico, per la sua destinazione funzionale, saldamente ancorata ad un bene patrimonio della intera umanità da preservare e razionalizzare, non possa che presentare una spiccata vocazione pubblica.
ESPRIMONO
Profondo dissenso, per la recente politica posta in essere dall’Esecutivo italiano, nel merito dell’articolato normativo e nel metodo della sua procedura di approvazione.
CHIEDONO
Una tempestiva rivisitazione del provvedimento legislativo di cui in Premessa, che conferisca agli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) poteri di indirizzo, vigilanza e regolamentazione dell’attività di erogazione del servizio, da affidare a società a capitale pubblico e mediante la previsione di tariffazioni differenziate rispetto ai diversi livelli reddituali dei contribuenti-utenti.